giovedì, 19 novembre 2009

VINCITRICE  DEL CONCORSO

"POETARE E' D'AMORE" II EDIZIONE

 

POESIE D'AMORE

 

1° Classificato

Tiziana Monari - Prato

IL profilo dell'inverno

non ha fiori

e io

inutilmente bella

accendo un fuoco nella neve

il silenzio che pesa sulle ossa

l'accadere delle forme

la penna è rovesciata sul quaderno

il lume è barattato con  l'amore

in una quasi sera

in questo tempo

prima della pioggia di settembre.

Sulla soglia

lascio le parole

un iris blu

e vado

come se non ci fossi

a chiedere dei sogni

      nelle tasche solo l'odore delle mele.

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versi di: neraorchidea alle ore 14:46 | Permalink |
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domenica, 15 novembre 2009

Mi cerco addosso una nostalgia
quella che come una farfalla notturna
compare di tanto in tanto
in una casa senza nome ai campanelli
d'allegria un pò annoiata
qui a Betania
illogica
quasi mesta

vola larga
come uccelli dopo una sparo
a farsi stormo
vertigine bianca di cielo

appoggia i gomiti in alto
lo sguardo nel vuoto
nell'ovvio delle cose
accarezzando una tenerezza
un epilogo
un passo
un'orma lieve
l'incanto debole dei sogni.

Ha imparato a vivere da lontano
in una distanza che si chiama tristezza
in un buio che ingoia suoni, rumori

e quel germoglio di solitudine
sbocciato sul plaid rosso
che compare di tanto in tanto
di sera
quando non ci sei.

In un riverbero stanco d'amore.

man13

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versi di: neraorchidea alle ore 09:33 | Permalink |
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mercoledì, 11 novembre 2009

Nel mio dolce dolore di donna
macerata da una pioggia sottile
sbriciolo le indurite zolle della mente
dischiudendo segreti di scrigni invisibili
coperta da un tempo sottile
da dolci refoli di vento

sono sabbia
a rubare forma all'onda
randagia
nella mia culla di legno intagliato
col mio cocchiere dalla stola lunga
dagli occhi di corallo
dalla corona d’alloro.

Vivo sulle mie braccia nude
col cuore  riverso a oriente
nella mia casa di bambole rotte
reclinando l’ anima al  sole
a una burrasca di nuvole bianche
in un connubio di parole
con un fiore di campo in bocca
un fiordaliso stretto ai fianchi

resta un filo di gramigna
appeso a  quest’azzurro
bello come la vita
i passi lunghi sulle scale di pietra
uno spergiuro di luna a mezzogiorno

e la voce assurda delle foglie
in un Alessandria
con i muri di creta e d’oro
cacciatori ebbri
sporchi di sangue
e l’ultimo libro sepolto nella polvere
nel respiro dei tarli dell’inverno.

Per me nonostante tutto regina.

donna

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versi di: neraorchidea alle ore 12:02 | Permalink |
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venerdì, 06 novembre 2009

Nel solco del seno una rosa
gli occhi dolci di sonno
ti hanno trovata così
Marylin

mentre sognavi la cravatta allentata di un uomo
i suoi baci sottili
nel cuore un rantolo stretto
il merletto scucito
sbiancata nel tuo sangue vermiglio
vacua di un sonno mortale
in una nicchia di spine
col lunario alle spalle
il pianoforte che suonava Ciaikowsky

immobile
nel tuo giardino d'America
con una margherita di luce
in  connubio infelice di sole
abbracciavi una nuvola azzurra
gli occhiali d'oro appoggiati ai ricordi
un fiore di stoffa nel vaso
in quell'ombra che ti sfiorava la mano

ora dormi
fatale d'incanto
nella schiuma chiara del cielo
con una viola di tulle sull'abito mosso
in una Babele caduta due volte

l'ultima sigaretta che brucia a ritroso
in un sospiro di vento
in un colloquio spento con Dio
nell’elegia  di un amore
ormai vano.

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versi di: neraorchidea alle ore 10:20 | Permalink |
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lunedì, 02 novembre 2009

Erano belli i tuoi occhi
Alda
dolci come quelli dei cani abbandonati
dolorosi come il lamento degli agnelli
la vigilia della Pasqua
caldi come un nido trattenuto tra le fronde di un castagno

nascondevano sotto le ciglia
urla e risate blasfeme
incubi
solitudini precoci
il cuore umano dei mutanti

arcani
vibravano di luce cristallina
di desideri oscuri
per le strade labili della mente
nel buio che ingoiava la tua carne
impazienti nelle tue sere giocate a carte con la pazzia
in uno slargo di sole
in un sonno d'altri tempi

ammaliavano
stanchi di una travagliata vita
scossi di torpore
nascosti come rospi sotto i sassi
nello sbattere lento delle tue parole appese al vento
lame di luce percossa
naufraghi e viandanti in notti di fine inverno

gemevano alla luna
in eco al suo latrato
feriti
celati tra le ombre
fiochi di lacrime che ti rigavano il viso
nascosti in un vecchio specchio delle brame
languidi come amanti esuli

raccoglievano smarrite dolcezza
agri di amori perduti
i tuoi occhi di fiaba sussurrata
che oggi hanno visto il paradiso.

...ciao Alda....sarai sempre con noi....

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versi di: neraorchidea alle ore 08:13 | Permalink |
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mercoledì, 28 ottobre 2009

Angeli blu

Fumano Lucky Strike
a volte un Montecristo
gli angeli della porta accanto
con le loro piume rosse
avvolti nelle lusinghe del buio
in una mezzanotte con troppe foglie caduche

sono stretti in corpetti azzurro mare
in calze a rete viola
in passi frettolosi delle ultime lune di febbraio

vivono con ali stupefatte
i capelli di vaniglia
rabdomanti d’amore
nell’armonia sussurrata delle cose
piegati
su morbide velette bianche
su vestiti di taffetas a ruota larga.

Al mattino hanno solo un occhio
aperto al sole
a quella rosa di lago mai colta

angeli con l’argento alle caviglie
che volano di notte sulle valve del cuore

di troppi uomini soli.

Coperti solo da un garofano blu.

 

 

Il terzo premio viene assegnato a Tiziana Monari di Prato per la poesia Angeli Blu, un testo che si caratterizza per la fantasia agile e mossa. Attraverso visioni che richiamano ora la fiaba ora il mondo onirico, i suoi versi disegnano colorate presenze protettive; e l’apprezzabile senso del ritmo genera una sorta di serena danza verbale.

 

Più di 500 i partecipanti e oltre 2.500 poesie provenienti da tutt’Italia e non solo per la seconda edizione di un premio poetico che ritorna a Milano e Provincia dopo 60 anni.

E’ dal 1948 che Milano e provincia non promuovono un concorso di poesia internazionale. E dopo 60 anni torna nella provincia milanese un premio di generale interesse per la lirica italiana, il concorso internazionale di Poesia Tommaso Grossi, istituito dal Comune di Cormano, dal Centro Nazionale Studi Manzoniani e dall’Associazione “P. Mongini”. L’intitolazione del premio richiama l’autore (1790-1853) dell’Ildegonda e dei Lombardi alla prima Crociata, tra i maggiori poeti romantici italiani, amico di Porta e Manzoni. Per il secondo anno consecutivo la premiazione del concorso si svolge a Cormano e la manifestazione ben s’inserisce nel festival dedicato ad Alessandro Manzoni, l’Ottobre Manzoniano appunto, che sta acquistando di anno in anno sempre più prestigio e notorietà.
Il concorso, aperto a tutti, richiedeva una lirica inedita, in lingua italiana, di non oltre 40 versi. Molte le adesioni, ben 502 i partecipanti e più di 2.500 le poesie in concorso giunte da tutt’Italia e da altri Paesi quali ad esempio Stati Uniti, Israele, Inghilterra e Norvegia. La premiazione si è tenuta sabato pomeriggio nella splendida villa Manzoni di Brusuglio. A far da sfondo all’evento il magnifico parco reso ancor più magico dai caldi colori autunnali e dalla bellissima giornata.
Tra i giurati poeti, scrittori e personalità di fama quali Tiziano Rossi, Gabriele Fantato, Gianmarco Gaspari, Beatrice Masini, Filippo Ravizza, Aurelio Sargenti e Francesco Spera. Temi più in voga: l’amore, la vita, la famiglia e la figura del nonno. Non sono poi mancate poesie a tema religioso, riflessioni su Dio, sulla violenza della Storia, sulle ingiustizie sociali, sulla brutalità della guerra. Le tematiche emerse dal lavoro complessivo dei concorrenti sono state, dunque, ampie, ricche, contraddistinte da grande sensibilità civile ed umana. Un particolare evidenziato dalla giuria sono gli stereotipi attinti dalla musica leggera che emergono qua e là tra i versi, una sorta di inversione di tendenza rispetto alla tradizione che voleva la poesia quale spunto principale per i cantautori nostrani.
“Dai poco più di 150 concorrenti dell’edizione 2008 - afferma il poeta e critico letterario Filippo Ravizza, membro tanto della giuria quanto del comitato promotore del premio – siamo passati, in questa edizione 2009, a più di 500 elaborati. E’ di tutta evidenza la crescita impetuosa di interesse e attenzione che il premio ha suscitato nel breve arco di tempo di un anno. Il premio di poesia ‘Tommaso Grossi’ ha tutte le carte in regola per divenire quell’autorevole ed indiscusso evento letterario di Milano e del milanese, che nella capitale lombarda e nel suo territorio mancava da più di sessanta anni. Il comune di Cormano – ha tra l’altro sottolineato Ravizza – ha il merito storico di aver permesso, con la propria appassionata partecipazione, il crescere repentino del concorso. Milano, il milanese e la Lombardia avevano bisogno di un appuntamento letterario e culturale che costituisse, ogni anno, un momento fisso, capace di attirare l’attenzione sulla poesia italiana, che è parte costitutiva della cultura del nostro Paese. Il ‘Concorso Internazionale di Poesia Tommaso Grossi’ può essere, da ora in poi, sempre più un appuntamento costante, grazie anche al prestigioso avvallo del  Centro Nazionale di Studi Manzoniani che – ricorda Ravizza – è tra gli enti promotori. Passando poi ad esaminare i testi pervenuti – afferma Filippo Ravizza – dobbiamo segnalare come essi testimonino in maniera spesso esplicita e dichiarata una grande fede degli autori nella forza interpretativa del mondo e dei grandi temi della vita, della morte e dell’amore, della poesia. Molti hanno sottolineato nei versi, proprio questa forza che la poesia darebbe a chi la scrive e a chi la legge e la ama

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versi di: neraorchidea alle ore 09:39 | Permalink |
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giovedì, 22 ottobre 2009

Carl
lo sguardo assimilato alla resa
un dolore indecente
nelle ciglia sbiancate dal tempo
in un inverno impacciato
dove resta solo una foto di sabbia
ritagli di album
un sorriso che ormai è già stella

inforni biscotti allo zenzero
traballante nei passi
infilando sospiri nelle dita dell'alba
in una casa di menta e ricordi
in ore baciate da un gelo sottile.

Affondano schegge nell'anima
nel tuo cuore rimasto con Ellie
apolide di polvere gialla
contuso in uno stato di venia

resta solo un piccolo filo d'Arianna
un palloncino che vola
un'isola e una breve stagione
per disperdere foglie

e partire per un ultimo volo
con un cappotto a bottoni giganti
appeso a un filo d'infanzia
a una fragile allegria di riscatto

in un gioco di sole
come un bimbo felice
coltivando un'ultima rosa

destinazione
paradise falls.

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versi di: neraorchidea alle ore 14:48 | Permalink |
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venerdì, 16 ottobre 2009
ferma la musica del blog prima di avviare il video

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versi di: neraorchidea alle ore 00:02 | Permalink |
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